Non solo Brunello: le eccellenze enologiche del Montalcino

Il Brunello di Montalcino è un vino rosso prodotto ella zona di Montalcino, piccolo paese sito su una collina a poco più di 50 km a sud di Siena.
Il 15% del territorio sotto tale denominazione è coperto da vigneti.

STORIA DEL BRUNELLO

Montalcino è un piccolo paese sito su una collina a poco più di 50 km a sud di Siena. Il 15% del territorio di Montalcino è coperto da vigneti che originano uno dei prodotti vinicoli più famosi al mondo.
Il territorio di Montalcino, storicamente votato ad una produzione di vino di alta qualità è famoso già dal XVI secolo quando il suo prodotto venne definito “molto gradevole, sebbene non abbondante in quantità”.
Bisognerà però aspettare il 1800 perché il Brunello nasca ufficialmente sotto l’attuale denominazione.
Fu infatti sul finire dell’800 che un ex garibaldino, Ferruccio Biondi Santi si occupò, nella tenuta di famiglia, di restaurare i vigneti concentrandosi su un’unica varietà autoctona di Sangiovese detta Brunello per via del suo colore caratteristico.
Fu lo stesso Ferruccio nel 1888 a vinificare per la prima volta il Brunello di Montalcino in purezza dando il via ad una produzione che a distanza di pochi anni avrebbe scritto la storia della tradizione vinicola italiana.
Ci vorranno però ancora parecchi anni perché l’allevamento dei vitigni di Brunello di Montalcino raggiunga le dimensioni attuali.
Per molti anni è rimasto un vino poco diffuso riservato a cultori ed appassionati che hanno fortemente voluto l’attribuzione della DOP per questo pregevole prodotto vinicolo.
Nel 1967 fu fondato il consorzio a tutela dei produttori che ha contribuito al raggiungimento da parte della denominazione, dell’attuale forma oltre che nel 1980 del titolo di prima e più prestigiosa DOCG in Italia.
È vero che quando parliamo di Montalcino l’associazione immediata è quella con il Brunello, ma scavando più a fondo si possono scoprire prodotti di pregio vinificati a partire dallo stesso Sangiovese.
Il merito di tale varietà produttiva va al clima e al territorio che permettono raccolte differenti e vinificazioni quindi molto diverse tra loro.
Seppure più giovane e di facile beva, sul gradino successivo al Brunello, in un’ipotetica piramide riassuntiva delle tradizioni enologiche locali c’è il Rosso di Montalcino seguito da un più dolce e beverino Moscadello.
È proprio su questi due vini che concentreremo l’attenzione durante l’aperitivo di mercoledì 25 Luglio.
E per non farvi arrivare impreparati all’incontro, oltre a qualche cenno storico menzionato in precedenza vi lasciamo anche qualche indicazione sulle note gustative che ritroverete durante li assaggi.

 

COSA ASPETTARSI DALLA DEGUSTAZIONE DEI VINI DIELLA ZONA DEL MONTALCINO?
I vini delle colline Toscane del Montalcino riassume in aromi, profumi e gusti le peculiarità del territorio verde ma profondamente variabile.
Se parliamo di ROSSO DI MONTALCINO facciamo riferimento ad un prodotto enologico sicuramente più semplice da degustare rispetto al Brunello ma che riserva interessanti sorprese a livello di sensazioni palatali.
Il colore brillante e luminoso di questo vino incontra il suo sapore giovane e vivace originando un prodotto voluttuoso, morbido ma sempre fresco e fruttato.
Quando lo assaggerete capirete perché non è sufficiente che un vino sia invecchiato perché possa risultare perfetto.
Allo stesso tempo ci sentiamo di consigliare, magari per un degno fine pasto, il MOSCADELLO, vino da dessert brioso , dolce, aromatico e delicato in cui si riconoscono i segni di una vendemmia tardiva che da vita a sentori di frutta matura persistenti che accompagnano il palato avvolgente caratteristico dei vini di questa particolare zona vinicola.

 

Ti aspettiamo mercoledì 25 Luglio per degustare insieme alcune perle enologiche del territorio di Montalcino assieme ai referenti del consorzio, che presenti in enoteca, saranno lieti di accompagnare la degustazione a brevi e puntali cenni storici e tecnici dei processi di vinificazione.

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